martedì 29 gennaio 2008

Lo Zoldo "continua a macinare gioco.......e avversari!!!"

USG Zoldo Valcellina – Falchi Hockey Bosco 7-1 (6-0; 1-1; x-x)

partita sospesa al minuto 39’50”

Zoldo USG: 1 Scussat (ng), 20 Reolon – 3 Stamm, 9 Ig. Meneghetti, 10 Morse, 12 Pra Floriani (C), 15 Zuanon, 17 Dal Favero – 4 Belfi, 6 C. Soccol, 7 D. Soccol, 11 B. Meneghetti, 14 Rizzardini, 16 T. Meneghetti, 19 Bostic, 21 Baldissara, 22 Cutino.

Falchi HB: 6 N. Valbusa – 3 Spigarolo, 13 Pezzo, 22 M. Tupini (A) – 11 Prati, 16 Scandolara, 21 St. Sartorelli, 35 Mazzucato, 56 Amadei (C), 90 C. Tupini.

Marcatori: 1’01” B. Meneghetti (ZV), 1’57” Baldissara (ZV), 4’00”, 7’52” Ig. Menghetti (ZV), 7’23” T. Meneghetti (ZV), 18’36”, 28’57” Bostic, 31’22” Sartorelli (F). Minuti di penalità: Zoldo Valcellina 12’, Falchi Bosco 58’. Miglior marcatore: B. Meneghetti (1+4).

Chiamarla partita è forse improprio. Quello tra Falchi Bosco e Zoldo Valcellina è stato per venti minuti un monologo, per quasi altri venti un disimpegnato batti e ribatti con un finale del tutto caotico ed imprevisto. Primo periodo. Ancora in emergenza i Falchi: su venti giocatori della rosa, soltanto la metà è registrata sul foglio d’arbitraggio. In campo solo una squadra, lo Zoldo, e primo periodo da buttare in tronco. Sette giorni fa anche l’Asiago è uscito con sei reti al passivo solo nel primo parziale: gli arancioneri di Bosco però paiono timorosi, quasi remissivi, e tremendamente confusi. I bellunesi segnano a ripetizione con Boris, Igor (due volte) e Tito Meneghetti, con Baldissara e Bostic. Valbusa fronteggia una marea di tiri verso la sua gabbia, con risultati poco generosi: in difesa i Falchi lasciano voragini nelle quali gli avanti e i difensori zoldani si gettano a capofitto. Il periodo termina con un inglorioso 0-6 per i veronesi, che escono a testa bassa. Secondo periodo. La partita è ormai compromessa, ma bisogna guadagnarsi il rispetto dell’avversario e del pubblico. Il piglio è più aggressivo, anche se ad onore del vero lo Zoldo deve faticare poco per non subire il gioco veronese. Arrivano a ripetizione i famosi miracoli di Valbusa, il quale non può però evitare la settima rete, ancora dalla spatola di Bostic, dopo un batti e ribatti nel quale più volte il disco pareva esser stato bloccato e più volte i padroni di casa sono riusciti a sottrarglielo senza che l’arbitro fischiasse. A salvare l’onore ci pensano in contropiede Prati e Sartorelli, con la bella rete della bandiera segnata da quest’ultimo. Sospensione. Sia detto, partita non cattiva. Fino al minuto 39’50” lo Zoldo aveva accumulato otto minuti di penalità, i Falchi di Bosco Chiesanuova solo sei. Certo, c’è sempre la tremenda contraddizione di un arbitraggio che dovrebbe essere “zero tolerance” ed invece è, come qualcuno dice, da “old time hockey”: tutto ciò però ad intermittenza. Cariche dure sulle quali nessun fischietto emette suono ed ostruzioncine da quattro soldi che costano inferiorità numeriche ad entrambe le squadre. Sbagliato come al solito, ma almeno (male minore) bipartizan. Disco lungo dei bellunesi, Valbusa esce e lo rinvia in diagonale. Rizzardini, in pressing, fa poco per fermarsi: per ripararsi dallo scontro, invece che frenare alza il bastone, colpendolo violentemente alla testa. Valbusa perde il casco e cade all’indietro, dopodiché sviene. Gli arbitri, che sembrano sottovalutare sia l’intervento falloso che l’episodio stesso, tardano a fare entrare i soccorsi: l’immagine del proprio portiere privo di sensi fa perdere la testa ad alcuni giocatori dei Falchi, che protestano in maniera vibrante arrivando (senza giustificazione) anche al contatto ed allo scontro fisico coi direttori di gara. Rizzardini, autore di uno scontro magari non volontario ma già protagonista in passato di episodi simili, prende l’irrisoria ed insulsa sanzione di 2’+2’; tra l’iniziale scetticismo degli arbitri e di qualche avversario, Valbusa, riavutosi, è costretto ad accertamenti medici; i giocatori protagonisti dello scontro con le “giacchette bianconere” sono sanzionati con una penalità partita a testa (almeno per ora). Di fatto i Falchi restano in sette e senza portiere, per cui la partita non può continuare e viene sospesa. Alcuni pensieri. Si fa presto ad affermare che ogni match fa storia a sé. La partita è stata vissuta in un clima teso, memore dell’ultimo scontro tra le due formazioni. Fra l’hockeysta che intimidisce l’avversario e quello che ne viene intimorito, è difficile vedere chi abbia colto appieno lo spirito di questo stupendo (non per stavolta) sport. Tra chi sottovaluta tutto e chi si lamenta anche per la rottura di un’unghia, è arduo distinguere chi abbia ragione. Solamente, ognuno è responsabile delle proprie azioni, e questo dovrebbe portare ad avere più rispetto per l’avversario quanto per noi stessi e per chi ci sta accanto.

SENZA PAROLE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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